Sveglia all'alba, finalmente saliamo sulle moto! Schizziamo via rapidi, la colazione si farà nel primo posto che troviamo... Magari!...

Stage 1. In moto!

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Sveglia all'alba, finalmente saliamo sulle moto! Schizziamo via rapidi, la colazione si farà nel primo posto che troviamo... Magari! Se volete aprire un bar con poca concorrenza vi consigliamo Nouadhibou: nella seconda più grande città della Mauritania non ne esiste nemmeno uno...



Lasciamo l'asfalto - digiuni - appena possibile, per lo meno per evitare i mille posti di blocco in cui bisogna fermarsi e lasciare tutti i dati della propria esistenza. Per facilitare l'operazione è consuetudine viaggiare con un plico di "fiches d'identité" da distribuire alla polizia: vanno via come il pane, tanto che durante il viaggio dovremo cercare una fotocopiatrice più di una volta... Impensabile viaggiare senza fiches: pare sia impossibile anche solo farsi caricare su un taxi collettivo senza averne una scorta, si farebbe perdere troppo tempo agli altri passeggeri.




Primo impatto con il fuoristrada: distese di sabbia molle e leggera che schizza sugli stivali come l'acqua di una pozzanghera, e poi crosta sottile che copre sabbie mobili e fangose che si solidificano sulla moto come cemento. Le ruote sprofondano, i motori soffrono. Quando la vecchia Africa Twin non tiene le marce ed arranca anche con il gas spalancato,  la differenza con la nuova è evidente: il doppio dei cavalli aiuta...

Vorremmo attraversare il parco del Banc d'Arguin tutto d'un fiato, ma su questo terreno i consumi sono alle stelle e siamo costretti ad una deviazione per cercare benzina e acqua.

Fa caldissimo: ci rendiamo conto che non potremo mai portarci abbastanza acqua. L'acqua diventa un pensiero costante tanto da condizionare decisioni e attività durante la giornata. Tragitti e deviazioni vanno valutati attentamente in base a quanta acqua è disponibile, non si può azzardare nulla senza la sicurezza di trovare acqua. Ad un certo punto ti ritrovi a centellinare le sorsate, e al mattino ci si fa lo scrupolo anche solo ad usarne per lavarsi i denti...


Dopo aver rabboccato ancora i serbatoi a Nouamghar, villaggio di pescatori che hanno una piccola scorta di benzina per le barche, puntiamo alla pista delle maree. Questa pista, che corre sulla spiaggia e diventa impraticabile con l'alta marea, solo pochi anni fa era l'unica via di collegamento con la capitale, Nouakchott... Siamo fortunati: la marea è favorevole e si può correre spediti sul bagnasciuga, tra pellicani, granchi giganti che scappano in mare terrorizzati e stormi di gabbiani che si alzano in volo al nostro passaggio. La luce calda del pomeriggio è magica ed esalta il colore delle dune di sabbia che si buttano nell'oceano. E' un'esperienza esaltante, che da sola ripaga di tutti i chilometri fatti per arrivare fin qui.


Le ruote corrono fino a Tiouilit, dove ormai al tramonto i pescatori riaccolgono le reti. A malincuore lasciamo questo paradiso, con tutte le emozioni che porta con se.

Puntiamo verso l'interno su una pista scorrevole, rincorrendo gli ultimi barlumi di luce e cercando di dosare il gas, sperando che la benzina ci basti anche per il giorno seguente.

Ci fermiamo col sole tramontato e dopo aver montato le tende collaudiamo il nuovissimo fornellino a benzina. Il menù prevede risotto liofilizzato. Contesto perfetto, ma evidentemente questo fornellino deve avere un booster termonucleare, perché senza accorgercene riusciamo a carbonizzare la nostra cena. Ma l'acqua scarseggia per cui non ci resta che gustare risotto al carbone: saremo stati cattivi con la Befana?



Stage 1

  • Percorso: Nouadhibou - Banc d'Arguin - Chami (rifornimento in stazione di servizio) - Nouamghar (rifornimento, da taniche di pescatori del villaggio) - Tiouilit - pozzo di Ndegba'd (campo)
  • Percorrenza: 501 km

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